SENZA CONDANNA!

L’apostolo Paolo nella sua lettera ai Romani, nel capitolo 8, fa un preciso e potente annuncio, nello stesso tempo sconvolgente e prezioso per quelli che aprono il cuore al Signore Gesù per essere salvati.

Il trionfale proclama paolino del versetto primo (Ep. Romani 8:1) Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo, è l’analisi dell’amore paterno e celeste di Dio,  dell’opera redentrice di Gesù Cristo il Signore e infine di quello che lo Spirito Santo compie in favore dell’uomo rinnovato. Precedentemente Paolo analizzava lo stato di morte spirituale dell’uomo, la sua incapacità di risolvere favorevolmente la propria situazione a causa del peccato dimorante in esso e della separazione spirituale ed eterna, a cui l’essere è avviato alla fine dei giorni senza il cambiamento del ravvedimento e della giustificazione. Il grido accorato e angosciante  derivante dall’Ep. ai Romani (7:24) Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? risuona prepotente nella constatazione evidente di un fallimento delle risorse umane. Il corpo si avvia allo sfacelo, la giustificazione umana nei confronti di una giustizia superiore è nulla; è evanescente a causa del male imperante nel corpo, l’esaltazione spirituale di un equilibrio armonioso e corretto pronto per il cielo, fa acqua da tutte le parti per il sopravvento carnale sulla psiche, sull’intelligenza e sul carattere. Sono ben chiare le definizioni di Paolo: chi ci rileverà da questo stato di cose impossibili? Si potrà accedere a uno stato superiore, neutralizzando la spirale d’insoddisfazione o più precisamente di morte che attanaglia l’uomo? Si: il Vangelo è l’antidoto, la medicina, la buona notizia divina per risolvere il peccato, la morte, e avviarsi al dolce incontro con Dio, (Ep. Ebrei 11:6) Poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano, cioè remuneratore o premiatore di quelli che Lo ricercano. Il messaggio del Vangelo è semplice, pieno di potenza nell’invito e nella divulgazione  operante con la fede nella ricezione per chi ascolta. I concetti evangelici veicolati dalla rivelazione dello Spirito Santo, sempre presente quando qualcuno legge, medita o  ascolta la Parola di Dio, cioè la Bibbia, conducono l’uomo a riflettere sul piano divino di salvezza gratuitamente offerta. In un’altra Scrittura è detto: (Ezechiele 33:11) Dice Dio il Signore, io non mi compiaccio della morte dell’empio, per questo motivo fa proclamare la sua grazia, il suo perdono, la vita eterna, affinché nulla sia rimasto al caso, ma chi rifiuta la grazia sia consapevole della scelta definitiva e incontrovertibile.

Una scelta oculata

La risposta di Paolo alla domanda chi ci libererà dalla morte è eloquente: (Ep. Romani 7:25) Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. Cosa vuol dire siano rese grazie e perché? (Ep. Romani 8:2) Perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Qual è l’analisi di questo passo? Vi sono due leggi: una dello Spirito, l’altra del peccato e della morte. Lo scontro è violento, ma prevale una legge, quella dello Spirito Santo che comunica la vita. La persona dello Spirito Santo ha sempre a che fare con la vita, sia umana (Ev. Matteo 1:18) si trovò incinta per opera dello Spirito Santo, sia che quella spirituale (Ep. Romani 8:10) Lo Spirito da vita a causa della giustificazione. La giustificazione ottenuta da Gesù sulla croce è sufficiente a far si che lo Spirito Santo possa operare quella resurrezione spirituale di colui che confida in Gesù Cristo, che si appropria della grazia e del perdono che il Vangelo annunzia, confessando la propria inadeguatezza e miseria a ottenere la vita eterna con i propri mezzi. Lo Spirito Santo che ha risuscitato Gesù dai morti è pronto a infondere risurrezione e di conseguenza vita, per coloro che credono per fede nell’opera della croce di Gesù, (Ep. Romani 8:11) Se lo Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti, vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Ecco spiegato perché siano rese grazie a Dio per Gesù; perché il Salvatore ci ha liberati e ha mandato il suo Spirito affinchè la stessa resurrezione da Lui ricevuta, sia estesa in chi ha fede nella sua opera.

Liberi per la gloria

 Perciò chi conosce questa liberazione può arrogarsi il titolo di figlio di Dio (Ep. Romani 8:16) Ma avete ricevuto lo Spirito di adozione mediante il quale gridiamo: Abba Padre! Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Una bella situazione completamente mutata è perciò quella effettuata quando lo Spirito Santo, agendo nella sua libertà, comunica ai nuovi credenti ( Ep. Romani 8:21) per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio, li circonda di speranza viva per il tempo odierno e per la futura redenzione dei corpi. Lo Spirito Santo compie ancora un’opera di mediazione simile a quella di Gesù in favore dei suoi, (Ep. Romani 8:26) Allo stesso modo ancora lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza perchè non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili. I piacevoli sospiri di intercessione dello Spirito Santo non escono dalla volontà divina, ma sono in armonia con i piani di Dio, agiscono secondo il volere del Padre affinchè quelli che amano Dio, chiamati, preconosciuti e predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio, siano altresì giustificati in gloria. Il piano salvifico di Dio è meraviglioso, l’Evangelo lo annunzia, è gratuito perché radicato nella grazia divina e accettevole quando la nostra intelligenza e il nostro io, si arrendono all’amore divino. Sovente l’uomo ha un concetto di se stesso di onnipotenza, di orgoglio, non vuole ammettere di essere un bisognoso di vita, che solo Gesù gli può donare. Paolo scrivendo afferma (Ep. Romani 12:3) Ciascuno di voi non abbia un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di se un concetto sobrio; è vero occorre una attenta e sobria analisi di noi stessi e concludere che la sapienza divina (Ep. Corinzi 2:7) ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta che Dio aveva prima dei secoli predestinata a nostra gloria, è  molto più saggia del nostro modo di pensare.   E’ realmente un fatto importante sapere che il Signore abbia dispensato la sua sapienza in nostro favore avanti la fondazione del mondo, e che essa giunga effettivamente a compimento, quando noi solchiamo i tempi dei nostri giorni. Sapienza che ci porta a meditare sull’opera di Cristo e far nostra la conclusione paolina di (Ep. Galati 2:20) Sono stato crocifisso con Cristo; non sono più io che vivo ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me. Com’è precisa questa affermazione riassuntiva di Paolo che pone al centro la fede nel Figlio di Dio, e come sottolinea l’amore divino sparso nei cuori dei credenti. 

Un quesito da risolvere in vista dell’eternità 

Non v’è dubbio alcuno, che se il nostro Io vive, la verità dell’Evangelo muore; la nostra personalità illusa dall’orgoglio è pronta a soffocare il messaggio di vita di Gesù. Se invece l’Io muore, la verità dell’Evangelo cresce e vive in noi. Perché si può affermare questo concetto? Perché  il nostro Io è legato alla carne contaminata dal peccato che conduce alla dissoluzione, altresì la nostra mente legata al corpo non evolve verso la verità. Bisogna perciò, che la croce sia identificata nella nostra vita, che il nostro Io sia annullato nella morte di Cristo, e la resurrezione operata dalla luce dell’Evangelo e altresì vivificata dall’azione dello Spirito Santo agisca e la nostra mente, sia rinnovata in novità di vita. Dopo questa azione che corrisponde alla nuova nascita, cioè (Ev. Giovanni 3:5) Gesù rispose in verità in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito non può entrare nel regno di Dio, ecco come Paolo vede la rigenerazione della mente invasa dalla verità della Parola (Ep. I Corinzi 2:16) Or noi abbiamo la mente di Cristo. L’acquisizione della mente di Cristo ci porta a ragionare con le basi della Parola, a scoprire sempre più la sua autorità in fatto di fede e a crescere nella convinzione, che la grazia salvifica è sufficiente a salvare chi crede e si abbandona in Gesù. (Ep. Galati 2:16) Sappiamo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge, ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge: perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato. E’ estremamente vero il dettato paolino dell’Ep. ai Galati 3:13: Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi perché sta scritto: Maledetto chiunque è appeso al legno. La Scrittura dunque ci prospetta non solo l’annuncio, ma la fattezza dell’atto assolutorio operato da Cristo Gesù sulla croce.

Un nuovo cammino da intraprendere per raggiungere l’eredità dei figli di Dio.

Quando si acquisisce per grazia la nuova nascita, cioè la Parola di verità che ci genera per essere primizie delle sue creature (Ep. Giacomo 1:18), si accede a tutte quelle benedizioni spirituali racchiuse nell’affermazione di Pietro (I Ep. Pietro 1:23) Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma da incorruttibile cioè mediante la Parola vivente e permanente di Dio. Vivente è un grandioso aggettivo di Gesù che Lui applica con misericordia anche a noi, che crediamo nella sua opera redentrice. (Ep. Pietro 2:4-5) Accostatevi a Lui, Pietra vivente rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Perciò, come scritto in Galati  (5:24) Se viviamo dello Spirito camminiamo anche guidati dallo Spirito: questo cammino ci impegna prima come testimoni, poi come sacerdoti per rendere un culto gradito al Signore. Il ruolo di sacerdoti si svolge nella libertà dello Spirito e nell’autorevolezza della Sacra Scrittura: (Ep. Galati 5:1) Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi: state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù, e (Ep. Galati 5: 13) Perché, fratelli voi siete stati chiamati a libertà.  Grazie a questa libertà voluta e dispensata da Cristo, possiamo accedere al trono di grazia con fiducia e speranza e offrire la nostra adorazione al Padre per mezzo dell’unico mediatore: Gesù Cristo.

Ferruccio IEBOLE

 

 

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