ACQUA CHE MANCA,ACQUA CHE SE NE VA

 Oggi è la giornata mondiale dell’acqua. Oggi, oltre due miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile. In Italia, oltre il 42% dell’acqua viene persa per tubature fatiscenti e mancanza di cura e manutenzione. 157 litri a testa al giorno.

Senz’acqua ci si ammala, senz’acqua non si vive, ma ci sono ancora troppe persone che non hanno questo bene essenziale a disposizione e troppe che, avendolo, non lo utilizza, sprecandolo.

Gesù ci ha parlato moltissimo dell’acqua, presentando sé stesso e la sua Parola, come l’acqua della vita, che disseta e purifica, così come troviamo in molti brani della Scrittura.

Ma perché ancora oggi molti non hanno accesso a questa Parola, a questa sorgente di vita, mentre altri avendola non se ne curano?

Mentre è in atto uno sforzo immane per portare, come Gesù ha ordinato 2000 anni fa, quest’acqua della Parola a tutti i popoli, in tutte le lingue, ancora oltre 100 milioni di persone vivono senza neanche una goccia di questa Parola nella propria lingua madre (vedi il sito di AITB per dati aggiornati). Ci abbiamo messo molto, molto più del previsto, per portare il messaggio al mondo, a un mondo assetato, che ne sia consapevole o meno, di quest’acqua. E molti, troppi, sono morti senza bere dalla sorgente della vita.

Ma stando vicino a noi, quanti approfittano dell’abbondanza di acqua spirituale che abbiamo a disposizione? Quanti invece non se ne curano e lasciano che scorra vicino a loro senza berne, che sprecano questo dono immenso e vitale? Come dice il Signore: «Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d’acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l’acqua (Geremia 2:13).

Ci sono persone che hanno problemi a riconoscere il bisogno di bere, non ne sentono la necessità, e quindi non bevono a sufficienza. Questo porta a disfunzioni nel loro corpo, con tutte le conseguenze che i medici cercano di spiegarci, invitando a bere anche quando il nostro corpo sembra non volerlo.

Così è dell’acqua della Parola. Il fatto di avere la Bibbia in casa, nello scaffale, non ci aiuta, esattamente come avere l’acqua a disposizione che esce dal rubinetto o dentro una bottiglia non ha alcun effetto benefico se non la beviamo. E se qualcosa ci dice che non ne abbiamo bisogno, riconosciamo che è un segnale sbagliato, un errore di comunicazione, e beviamo comunque.

Ascoltiamo, il nostro Dottore che ci invita a bere:  «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno»” (Giovanni 7:37-38). A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita (Apocalisse 21:6). (Vedi questi e altri riferimenti biblici nel post Se qualcuno a sete).

Se conosciamo chi ancora non ha l’acqua della vita, diamogliela. Se ce l’abbiamo, non sprechiamola. Beviamo e dissetiamoci di essa. Perché “chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete” (Giovanni 4:14).

Facciamo nostro il grido della Samaritana: “Signore, dammi di quest’acqua, affinché io non abbia più sete” (Giovanni 4:15), sapendo che è esattamente quello che il Signore vuole fare.

Tratto dal blog “La nuova nascita” del 22/03/2024

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