GIUNGIAMO ALL’UNITÀ DELLA FEDE

L’apostolo Paolo in questa fondamentale epistola agli Efesini, parla e sottolinea come ad ognuno di noi sia stata data la Grazia secondo la misura del dono di Cristo in base al suo insindacabile metro di giudizio. La donna peccatrice in casa di Simone il fariseo è un esempio di come la Grazia sia  donata: (Ev. Luca 7:47) Perciò IO ti dico i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato, a differenza di Simone il fariseo.

Non è certamente per quell’opera di omaggio e riverenza al Signore che era giustificata dalla sua scostumata e immorale vita, ma dall’intensità del perdono ottenuto da Gesù, che comunque apprezzava ogni gesto buono verso di Lui. Quindi Gesù era ricambiato in misura per Lui sufficiente e apprezzabile, sebbene non in maniera meritoria tale che la donna fosse giustificata; perciò era la sua Grazia che interveniva assolvendo la peccatrice.  Con la morte del Salvatore tutto il panorama della fede però era cambiato, bisognava scoprire sempre più il valore dell’ascensione al cielo del Signore, dopo che era risorto e le conseguenze di tale atto. Paolo secondo la sua intelligenza nelle cose spirituali, in questa lettera spiega in cosa consistono i doni spirituali elargiti dal Signore alla Chiesa cioè al suo corpo, affinché non cresca in modo asfittico o incompleto.

Salito in alto ha fatto dei doni agli uomini

Occorre stabilire come Gesù, dopo la morte sia entrato subito con il valore del suo sangue offerto per lo Spirito Santo nell’alto dei cieli, per ricevere il consenso del Padre soddisfatto dall’offerta del Figlio, cioè il corpo e il sangue purissimi sacrificati alla croce. In questa visione dello strappo della cortina, cioè lo squarcio terreno che documentava  l’entrata trionfante nel cielo, narrata dai Vangeli, Gesù viene visto da Paolo come l’interprete della profezia (Ep. Efesini 4:8) Per questo è detto: Salito in alto, Egli ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini. L’attenzione di Paolo non si sofferma solo sull’entrata gloriosa di Cristo nel cielo, accompagnato dagli spiriti dei prigionieri liberati dal suo sacrificio, ma sul fatto che Egli ha dato dei doni agli uomini. Perciò è bene analizzare i due aspetti, anche se quello che attira di più la nostra meditazione riguarderà i doni distribuiti dal Signore.

Dunque: (Ep. Efesini 4:9- 10) Egli era disceso nelle parti più basse nella terra. Colui che era disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli affinché riempisse ogni cosa.  Non occorre essere un esegeta particolare per vedere in questo passo, come Gesù sia entrato nel cielo con un’entrata planetaria, tale da riempire di gloria tutto il creato celeste. Nell’ambito di questa posizione Egli ha raccolto anche dei doni da distribuire alla sua chiesa o per meglio dire ai credenti che formano la chiesa.

La distribuzione dei doni per giungere all’unità della fede

Bisogna affermare che in questo campo non v’è improvvisazione di sorta o approssimazione nei comportamenti. La Scrittura precisa come avviene questa distribuzione dei doni, in vista della fede sulla base dell’autorità di Gesù Cristo;  non di un corpo usurpatore, che crede di prendere impunemente il posto del Redentore. (Ep. Efesini 4:11-13) È Lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e  della piena conoscenza del Figlio di Dio allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo. Un così prezioso progetto poteva solo scaturire da una mente superiore come quella di Gesù. E vero il risultato finale immaginato dal Signore è una statura perfetta di tutti i componenti la chiesa, che devono arrivare in maniera completa al ministero e all’edificazione dei membri, per consolidare l’unità della fede e la conoscenza non superficiale del Figlio di Dio. In questo ambito Gesù non  nomina con dei titoli, ma con dei doni; alcuni uomini in vista del servizio e per l’accrescimento dei singoli per formarli come credenti adulti in conoscenza.  La perfetta statura voluta da Gesù è perché i membri del suo corpo non siano sballottati  e trasportati da ogni vento di dottrina fraudolenta  e per l’astuzia di arti seduttrici dell’errore, come avverte il versetto (v. 14) ma siano preservati quelli della fede.

I doni come antidoto alla vanità dei pensieri umani

Paolo analizza il comportamento pagano, trovandolo indirizzato verso una impurità perseguita con insaziabile avidità. Sembra che vi sia una corsa al peggio provocata dall’estraneità della vita di Dio. L’ignoranza e l’intelligenza ottenebrata impediscono ai pagani di vedere ciò che Dio vede, cioè un indurimento del cuore umano e la perdita di sentimenti equilibrati, che inducono ad abbandonarsi alla dissolutezza e all’impurità. Dunque una situazione tragica racchiusa in una vanità di pensiero. Al contrario i credenti sono preservati da queste condizioni, proprio per quei doni elargiti da Cristo Gesù, che indirizzano al bene comune e al ringraziamento per la posizione raggiunta. In questi passi abbiamo tracciato il  chiaro percorso del credente per accedere alla Verità ( Ep. Efesini 4:20-24) Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo, se pure gli avete dato ascolto e in Lui siete stati istruiti secondo la Verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla Verità. Per una migliore comprensione per noi semplici lettori della Bibbia, analizziamo attentamente  i verbi proposti per come conoscere  Gesù Cristo:

  1. Avete dato ascolto alla Verità (v. 21)
  2. In Lui siete stati istruiti nella Verità (v. 21)
  3. Avete imparato (v. 21)
  4. A spogliarvi del vecchio uomo (v. 22)
  5. A essere rinnovati nello spirito della mente (v. 23)
  6. A rivestire l’uomo nuovo (v. 24)
  7. Creato a immagine di Dio (v. 24).

Orbene questo è il percorso proposto per arrivare alla fede e una volta alla meta della conoscenza di Gesù, quindi della salvezza per Grazia mediante la fede (Ep. Efesini 2:8) ovvero il dono di Dio. Dunque siamo ancora beneficiati dal dono di Cristo per la nostra crescita. Sia chiaro, i doni non sono ad appannaggio di chi li ha ricevuti ma per il bene comune, alcuni poi sono donati una volta per sempre e non rinnovabili come quello di apostoli, mentre altri sono duraturi nel tempo.

L’immagine creata e voluta da Dio nella giustizia e santità

Il credente è invitato a perseguire un contegno virtuoso che impegna concretamente la mente, le mani, la bocca e il cuore, avendo in vista l’unità del corpo di Cristo, la giustizia del dire, la santità del parlare, la misericordia del cuore nel perdonare, come spiegano gli ultimi versetti del capitolo quattro di Efesini. E’ evidente che nell’ambito della testimonianza, i doni servono (v. 30) per non rattristare lo Spirito Santo e per (v.  27)  non fare posto al diavolo. Sembra giusto terminare questa meditazione con la citazione di (Ep. Efesini 5:1-2) Siate dunque imitatori di Dio, perché siete figli da Lui amati e camminate nell’amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio quale un profumo di odore soave. Come è prezioso sapere che Gesù è la nostra offerta al Padre per la nostra liberazione dai peccati. Avere chiaro nella nostra mente il valore del sacrificio di Gesù per come è visto dal Padre, risulta un privilegio non indifferente; la sua Parola ci conforta e ci esorta in questa inesauribile conoscenza del Cristo, il nostro personale Salvatore per la fede. Ci auguriamo che i versi biblici fin qui citati, possano dare una visione nuova ai nostri cari lettori in fatto di conoscenza di Gesù. Salutandovi tutti, vi giunga un fraterno saluto.

Ferruccio Iebole

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