QUELLA BELLA CONFESSIONE DI FEDE

Quale era stata quella bella confessione di fede? In  questi passi della lettera di Paolo a Timoteo sono indicate due belle confessioni di fede,  di Timoteo e di Gesù, non dal punto di vista estetico ma di sostanza, perchè esprimevano consenso spirituale e perchè affondavano radici nella Verità. (I Ep. Timoteo 6:13) al cospetto di Dio che da  vita a tutte le cose, di Gesù Cristo che rese testimonianza davanti a Ponzio Pilato con quella bella confessione di fede. Dunque qual’ erano le parole che avevano colpito così efficacemente Paolo, nel racconto evangelico tale da rimanerne molto estasiato? (Ev. Giovanni 18:37) IO sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo, per testimoniare della Verità. Chiunque è della Verità ascolta la mia Parola. Orbene questa è la testimonianza a cui l’apostolo faceva riferimento e che analizzeremo brevemente comparandola a quella di Timoteo.

La Verità nella confessione di fede

Gesù in quell’aria inquisitoria dove gli interrogatori e le domande assumevano una violenza sempre più accentuata, d’altronde il Salvatore era già stato legato e preso a schiaffi duramente, di fronte a Pilato cercava di portare i cuori verso la Verità con insegnamenti pieni di Grazia. Perciò  spiegava: (Ev. Giovanni 18:36) Gesù rispose: il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo i miei servitori combatterebbero perchè IO non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui. E’ vero, il regno di Cristo non è terreno,  non è di qui, è un regno di pietà, e di amore, di Grazia, che culminerà tra non molto con una testimonianza potente di morte di un innocente, ma altresì di una prova ancora più strabiliante ed inaspettata cioè la resurrezione.

Il dialogo con Pilato proseguiva nel pretorio dove i simboli del potere romano erano esibiti con enfasi; per contro altri simboli più spirituali erano spesi per il ravvedimento del governatore romano, ma purtroppo  senza successo. Gesù nella confessione voleva attirare l’interesse di Pilato intorno alla Verità, (Ev Giovanni 18:33-34) Sei tu Re dei Giudei? Gesù rispose: dici questo di tuo oppure altri te l’hanno detto di me? Il ragionamento di Gesù era di interrogare Pilato sulle voci, per sapere se aveva riconosciuto quella di Dio che da vita a tutte le cose, come sopra asserito. Purtroppo quella voce era soffocata da altre ritenute più importanti e più assillanti che richiedevano delle decisioni urgenti. Neppure il secondo indizio, cioè il regno celeste di cui Gesù è il Re, smuovevano dal torpore del potere Pilato che arriverà alla terza e ultima possibilità per essere avvolto dalla Verità, nonostante appunto la bella confessione del Signore Gesù. Il rifiuto  di ascoltare la Verità da parte del Governatore sarà tragica per lui, che nonostante l’autoassoluzione sentirà il peso di aver comunque concorso a condannare a morte un innocente.

 La bella confessione di Timoteo.

(I Ep. Timoteo 1:2) Timoteo mio figlio legittimo nella fede, grazia, misericordia, pace,  da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore. Paolo ricorda come il suo figlio nella fede Timoteo, sia circondato da quelle virtù celesti, che si ottengono mediante la fede, quando si crede. La confessione dove veniva fatta non ci è rivelata, ma il senso della fede lo possiamo distinguere nelle parole di Paolo, condivise da questo compagno d’opera come più volte chiamerà Timoteo.(I Ep. Timoteo 1:9-10) Egli(Dio) ci ha salvato e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall’eternità. Ma che è stata ora manifestata con l’apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il Vangelo. Un consiglio: questi versetti occorre meditarli lentamente e leggerli più volte con calma.

Ecco comunque la sintesi della bella confessione che Timoteo avrà condiviso dopo l’incontro con Paolo, che sconvolgerà la sua vita proponendogli un servizio impegnativo per l’Evangelo. Interessante è poi la raccomandazione che l’Apostolo fa nei confronti di Timoteo, dicendogli: (I Ep. Timoteo 1:13-14) Prendi come modello le sane parole che hai udite da me con la fede e l’amore che si hanno in Cristo Gesù, custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi. Notiamo la differenza tra Timoteo e Pilato: le sane parole che compongono la santa chiamata hanno avuto due indirizzi molto diversi, luce e immortalità riservata al giovane Timoteo, rimpianto disperato nel capo romano.

Un deposito da conservare.   

(I Ep. Timoteo 6:20) O Timoteo custodisci il deposito: evita i discorsi vuoti e profani e le obiezioni di quella che falsamente si chiama scienza, alcuni di quelli che la professano si sono allontanati dalla fede. La grazia sia con voi. Il deposito di Timoteo era costantemente attaccato dall’Avversario che tramite alcuni scienziati mettevano a dura prova la veridicità del Vangelo, negando tutta l’opera della croce e della resurrezione. Il dramma registrato era che anche dei cosidetti credenti ascoltando questi affabulatori, si erano sviati dal buon seme innestato in loro. Ma cosa conservava il deposito? Una preziosa verità che viene espressa tramite il quadro, che Paolo sapientemente prepara con concetti altamente toccanti. (I Ep. Timoteo 6:14-15-16) Ti ordino di osservare questo comandamento da uomo senza macchia , irreprensibile, fino all’apparizione del nostro Signore Gesù Cristo, la quale sarà a suo tempo  manifestata dal beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signore dei signori il Solo che possiede l’immortalità e che abita una luce inaccessibile che nessun uomo ha visto ne può vedere, a Lui siano onore e potenza eterna. Amen.

 Dunque questo pare il buon deposito, il patrimonio dove sono racchiuse le Verità riguardanti il Signore Gesù nel prossimo futuro. Il deposito è guardato dallo Spirito Santo che abita in noi scriveva Paolo, ed Egli dava modo a Timoteo di conservarsi da uomo senza macchia e irreprensibile. Queste due qualità acquisite nel servizio, preludevano al modello che Cristo operava in favore della Chiesa (Ep. Efesini 5:26-27)  per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della Parola, per farla comparire davanti a Se, gloriosa, senza macchia, senza ruga e altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. Orbene, spiegata la comparazione, e a proposito di Gesù e la Chiesa, ecco cosa l’apparizione del Salvatore con la Sposa riveleranno: un Sovrano che abita il primato in ogni cosa, e dimostrerà luce e potenza gloriosa, ma soprattutto garantirà l’immortalità per i suoi fedeli.

La testimonianza della Verità.

Gesù a contatto di Pilato aveva detto che Lui testimoniava della Verità. Sebbene per un attimo incuriosito, poi non vi era stato nessun effettivo interesse del governatore per indagare cosa volesse dire Verità. Purtroppo è una storia infinita, che seguita a dipanarsi con centinaia di milioni di persone che oltre alla domanda:” Cosa è Verità” più in là non vanno. Bene cosa è Verità secondo Dio? ( I Ep. Timoteo2:3-4-5-6) Questo è buono e gradito davanti a Dio nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della Verità. Infatti c’è un solo Mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato Se stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo.

 Ecco ricapitolata la Verità che salva, quello che molti ancora oggi non vogliono intendere, essendo distratti o attirati da altre cose e altre religioni. La Verità è chiara, Dio influenza positivamente l’uomo perché acceda alla conoscenza di Gesù il solo Mediatore e unico Salvatore, apprezzando come Lui ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti. Questa è la Verità da credere per fede, la Verità che trasforma il peccatore in figlio di Dio salvato.

Conclusione.

Queste brevi note hanno inteso spiegare come la fede in Gesù Cristo trasformi la vita di chi crede in queste verità; il volere di Dio è che tutti siano salvati; è quello che aspiriamo per i nostri cari lettori. Un affettuoso abbraccio.

Ferruccio Iebole

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