LA STAGIONE IN CUI CADONO LE FOGLIE

Autunno. Una vera e propria esplosione di colori, di sfumature meravigliose che tingono le nostre montagne, le nostre colline, le nostre città. Ma per qualcuno non è solo uno splendido foliage da ammirare e fotografare.

In questi giorni, un volontario italiano in una delle città devastate dell’Ucraina raccontava come la caduta delle foglie sia un grande vantaggio per i droni che attaccano la città, perché rende più visibili coloro che si riparano sotto quegli alberi, fino a poco tempo fa rigogliosi, proprio per non essere avvistati e colpiti dai droni. Quelle foglie non formavano quindi solo un’ombra di protezione dal calore del sole, ma anche un’ombra che li difendeva dalle esplosioni.

Come cambia la prospettiva a seconda di dove vivi e di ciò che stai vivendo, vero? E che connotazione diversa ha la parola ‘esplosione’ in questo triste contesto…!

Nel linguaggio biblico si parla spesso di alberi, di foglie, dell’autunno e dei suoi frutti, e, in generale, dell’alternarsi delle stagioni come metafora dei vari momenti e situazioni della vita delle persone o di interi popoli. Ed è proprio usando questo linguaggio figurato che troviamo che l’uomo che si affida a Dio, che crede in lui e si appoggia sulla sua Parola, viene visto come un albero dal fogliame sempre rigoglioso: Benedetto l’uomo che confida nel SIGNORE e la cui fiducia è il SIGNORE! Egli è come un albero piantato vicino all’acqua, che distende le sue radici lungo il fiume: non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portare frutto». (Geremia 17:7-8); Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa prospererà. (Salmo 1:3)

È il Signore stesso che garantisce a quest’albero di crescere forte, fruttifero, protetto dalla folta chioma del suo fogliame sempre verde

Certamente, per ognuno di noi possono esserci stagioni più “spoglie”, in cui ci si sente più esposti ai pericoli della vita, ma colui che confida in Dio troverà sempre e comunque in lui una speranza, anche nelle stagioni più avverse ed estreme, perché “Chi abita al riparo dell’Altissimo riposa all’ombra dell’Onnipotente” (Salmo 91:1).

E se poi, all’ombra delle foglie che proteggevano la propria vita dovesse sostituirsi un’ombra portatrice di morte, anche allora potrà avere fiducia: Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me (Salmo 23:4).

Infine, vivente dopo la morte, il credente troverà riparo e sostegno perenne nella città eterna, lì dove non ci sarà più nessuna stagione in cui cadono le foglie: In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l’albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni. (Apocalisse 22:2).

Tratto dal blog “La Nuova Nascita”

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