TUTTE LE PAROLE DI QUESTA VITA

(Atti 5:20) Andate, presentatevi nel tempio e annunziate al popolo tutte le parole di questa vita. Un mandato ribadito con lo stesso concetto di quello raccomandato e proposto da Cristo Gesù è ciò che sostiene gli apostoli nell’annunzio dell’Evangelo, messaggio che ancor oggi è vitale ascoltarlo, per trarre vita e salvezza eterna.

Proprio tutte sono necessarie?

Sovente sentiamo persone scettiche sull’autorità delle Sacre Scritture, vuoi per ignoranza delle stesse, vuoi per la complessità che a prima vista la Bibbia pone agli inesperti e ai digiuni o vuoi ancora per superficialità. Dunque, l’approccio alle Sacre Lettere richiede di manifestare un’apertura di cuore e di mente per intendere quello che  Dio attraverso la sua Parola vuole farci conoscere.  Se poi nasce la fede, perché proseguiamo nel nutrirci di questo speciale alimento, il quale cura l’anima e lo spirito umano possiamo arrivare a nascere di nuovo, d’acqua e di Spirito come afferma l’evangelo di Giovanni. Ascoltare la Bibbia richiede dunque una disponibilità  da parte dell’uomo che deve provenire dalla sete spirituale di voler conoscere Dio e la sua perfetta volontà. Si, perché ogni volta che un uomo si dispone ad ascoltare o a ricercare in sincerità la faccia del Salvatore Gesù, subito l’Avversario è pronto a scagliare tutte le sue frecce per distogliere la visione, contrastare la Verità, cercare di annullare nella mente di chi riflette sull’eternità, quei pensieri di pace e di perdono connessi all’Evangelo. Più volte nei racconti evangelici abbiamo il quadro di Gesù catalizzatore degli sguardi degli ascoltatori, sguardi attirati dal suo volto, dalle sue mani, dai suoi passi, dalle sue parole e dai suoi miracoli. Gesù però vuol ulteriormente sviluppare rapporti d’amore, di pace e di gioia con ogni peccatore che si ravvede.

 Perciò qualcosa che induca ad assumere un atteggiamento di vicinanza e di favore se attirati dal suo amore; di confidenza e di intimità seppur non lo conosciamo a fondo. Il lavorio prodotto dalla Parola  in un’anima procede in uno stato di pace recato dal messaggio stesso, ma contrastato da eventi e influenze esterne. Essere vicini a Gesù è però fonte di fede e di gioia come detto, Lui afferma che non respinge nessuno, per cui come fecero quei discepoli (Ev. Giovanni 1:39) e stettero con Lui quel giorno. Altri stettero tre giorni (Ev. Matteo 15:32) Perché è già da tre giorni  che sta con me, altri ancora staranno con Lui un tempo eterno (Ev. Giovanni 17: 24)  Padre Io voglio che dove son Io, siano con me anche quelli che Tu mi hai dati, affinchè vedano la mia gloria che Tu mi hai data, poiché Tu mi hai amato prima della fondazione del mondo. Non v’è dubbio che questo pensiero ci confonde perché ci trasferisce in una dimensione sfuggente alla nostra debole comprensione. Dio ci rivela un progetto avanti la fondazione del mondo, da Lui previsto per noi individualmente e ci raggiunge durante la nostra apparizione su questa terra. Sguardi per attirare Dio pensiamo di non possederne, invece la rivelazione divina ci conferma di un suo interesse particolare rivolto a noi nella persona del suo Figlio, e di una volontà possibile per chi raccoglie l’invito della comunione spirituale basata sulla fede. Il grande progetto è di assistere, vedere e percepire la Gloria maestosa e coinvolgente del Figlio, nel giorno della sua apparizione regale.

Parole di Vita

Orbene, quando il messaggio integro del Vangelo viene predicato, si vuole allontanare ogni possibile speculazione, ogni stortura o ogni pensiero che generi  confusione, perciò seguendo il consiglio stesso della Parola, siamo avvisati di alcuni pericoli che potrebbero influenzare negativamente. Vediamo questi consigli perché vi sono persone incoerenti e messaggi incompleti:

  1. (II Ep. Pietro 2:1) Però ci furono anche falsi profeti tra il popolo, come ci saranno anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione e rinnegando il Signore che li ha riscattati.
  2. (II Ep. Pietro2:14) Hanno occhi pieni d’adulterio e non possono smettere di peccare.
  3. (II Ep. Pietro 2:17) Costoro sono fonti senz’acqua e nuvole sospinte dal vento, a loro è riservata la caligine delle tenebre.
  4. ( II EP. Pietro2:22) A causa loro la via della Verità sarà diffamata
  5. (II Ep. Pietro2:15) Lasciata la strada diritta, si sono smarriti seguendo la via di Balaam figlio di Beor che amò un salario d’iniquità.
  6. (II Ep. Pietro 3:5) dimenticano volontariamente che nel passato, per effetto della Parola di Dio esistettero dei cieli e una terra tratta dall’acqua.
  7. (II Ep. Pietro 3:16) In esse vi sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili  travisano  a loro perdizione come anche le altre Scritture.

Dunque abbiamo visto due categorie di pericoli: uomini falsi che si dichiarano profeti o dottori in Scritture e in secondo luogo travisano o torcono le Scritture predicandole o diffondendole in maniera  difforme: (Apocalisse 21:18-19) Se qualcuno aggiunge, se qualcuno toglie qualcosa dalle Parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell’albero della vita e della santa città, che sono descritti in questo libro. Orbene bisogna vigilare perché non si cada nella rete di questi falsi propagatori di un Vangelo monco e bugiardo, non si ascoltino religiosi che fanno della divulgazione evangelica un mestiere per trarre lucro, sostentamento e ridimensionano la Verità biblica. Perciò occorre sempre confrontare la Scrittura con ciò che si ascolta e capire se il messaggio udito, ripete senza strumentalizzazioni di sorta la Parola di Dio o seppure in maniera subdola si tenta di far dire alla Bibbia, cose che non dice o non approva. Pietro ci avvisa di anelare il latte puro della Parola (I Ep. Pietro 2:2) Come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale.  Forse, ascoltando le prime volte la predicazione o le riflessioni sulla Bibbia, non riusciremo a cogliere tutte le sfumature della Parola perché troppo ricca, ma solo ciò che basta in quel momento per noi; dobbiamo aver fiducia che lo Spirito Santo ci farà intendere la Verità, ricordandoci che siamo difronte a una:(I Ep. Pietro 1:23) Parola vivente e permanente. Quindi con fede ci abbandoneremo a questa guida spirituale  soffermandoci a considerare  come in (Atti 4: 31) Tutti furono riempiti dello Spirito Santo e annunziavano la Parola di Dio con franchezza.

La Franchezza

E’ vero questa componente si percepisce subito, durante l’ascolto del messaggio o del ragionamento. Chi predica, qualsiasi esso sia, non può nascondere a lungo le intenzioni del suo cuore, o gli scopi della predicazione. Chi ascolta, in un certo senso è invitato a recarsi come racconta il capitolo di (Atti 5:12) di comune accordo a ritrovarsi sotto il portico di Salomone: si, sotto quel riparo si ascoltava la Parola e si guariva per l’intervento degli apostoli. Anche oggi la medesima influenza si può ricevere, rifugiandosi sotto le ali protettive di Gesù il vero Salomone, che concede vita eterna a chi l’ascolta. I discepoli avevano eletto la franchezza dell’annunzio senza paura, per testimoniare della resurrezione di Gesù dai morti. L’argomento era quello: (Atti 3:15) Uccideste il principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti, di questo siamo testimoni.  Occorreva franchezza per confessare una simile sentenza in faccia ai sacerdoti e al popolo, i discepoli lo facevano in forza, citando le Scritture della Bibbia. Un metodo anche per noi da ripetere e prendere esempio, citare le parole scritte senza tentare di farle divenire dottrina speculativa e trarre conclusioni opposte a ciò che è scritto. Se permettete è quello che tentiamo di dirvi cari lettori, citando sempre le Sacre Scritture, che esse assecondino e confermino ciò che noi  affermiamo. Un  altro metodo non lo conosciamo, niente può stornarci dal presentare la continuazione di quel messaggio, poco conosciuto come la Parola perché nei secoli messa al bando e nascosta al popolo. La parola < Bibbia> dobbiamo ricordarcelo è sempre una parola censurata, di cui si ha paura di ciò che dice chiaramente, più che di quello il quale non si capisce.  Secoli di dissuasione e di minacce subdole a leggere la Bibbia hanno ancor oggi una presa imponente sull’animo umano e un’influenza negativa difficile da estirpare.

Una sintesi precisa

Indubbiamente gli apostoli avevano una nozione del Vangelo molto precisa e formalizzavano una sintesi molto efficace dell’ opera di Gesù, che sebbene siano trascorsi due millenni di cristianesimo, noi facciamo fatica a capire. L’opera di Cristo Gesù è definita con un semplice concetto e una sintesi molto efficace: (Atti 4: 12) In nessun altro è la salvezza perché non v’è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati. L’analisi  è chiara: la Scrittura conferma che nel cielo l’unico nome  per mezzo del quale si può ottenere la salvezza della nostra anima o di ricevere grazie, è solo ed esclusivamente il nome di Gesù! Domanda: perché le religioni ci dicono che vi sono molti mediatori e molte mediatrici nel cielo, che possono intervenire in nostro favore, esclusi  chiaramente invece dal passo che abbiamo citato. Chi mente? La Bibbia o le religioni? Dunque sebbene può dispiacerci o stupirci, dobbiamo prendere atto che la Bibbia afferma l’esclusiva azione salvifica di Gesù come l’unica in grado di mutare il destino di separazione da Dio ed operare la riconciliazione. Se la Scrittura dice di un solo nome dato agli uomini per salvarsi, parla di unicità, quindi vuole escludere altri nomi  aggiunti prima o dopo Cristo.

 E’ vero che le religioni per lucro promettono salvezza e grazie a tutti, attraverso nomi altisonanti, di cui si magnificano virtù e potenza, ma purtroppo per chi si affida a questi altri nomi il destino è incorrere in un una grande delusione. Sovente assistiamo a dichiarazioni roboanti di interventi straordinari o miracolistici di persone che affermano di averli ricevuti invocando altri nomi. Nessuno mette in dubbio i risultati di certi miracoli, ma se portano gloria ad altri nomi che a Gesù, sono provenienti dall’Avversario e non dal Salvatore. Presi da suggestioni e alimentati da discorsi senza senso, molti personaggi noti influenzano le anime instabili con assicurazioni tipo < i miei defunti mi proteggono, li sento vicini a me, quel tale altro che prego mi sostiene, quel nome mi concede grazie ecc.> Chiariamo che i credenti in Cristo defunti, dormono e non hanno nessun rapporto con il mondo presente, non odono ne le preghiere, ne le domande di aiuto o di grazie, saranno risvegliati con tromba di Dio e risusciteranno quando Gesù scenderà per rapire la sua chiesa. (Ep. Tessalonicesi 5:15-16) Non precederemo quelli che si sono addormentati… E con tromba di Dio scenderà dal cielo e prima risusciteranno i morti in Cristo. Dunque i credenti morti non possono intervenire a favore di noi uomini viventi in terra perché dormono.     

Non andare dietro a  favole

(II Ep. Pietro 1:19) Abbiamo la Parola profetica più salda, farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro. (II Ep. 1:16)  Non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua Maestà. I due passi citati ci spiegano che è sempre preferibile ascoltare l’autorevole Parola di Dio, che le elucubrazioni degli uomini, le quali pur confezionate con concetti strabilianti, riportano a una cultura umana e sovente deviano dalla Verità. Forse faranno presa sull’intelletto umano, sull’intelligenza, ma non comunicano vita, come invece la Parola evangelica promuove. L’apostolo Pietro è conciso e chiaro, conferma che per la nostra fede è più opportuno fissarla sulla Bibbia e ascoltare la voce di Cristo. Dobbiamo scoprire come la luce della Parola di Dio è simile a una luce prorompente e splendente, che allontana dal nostro cuore le tenebre dell’incomprensione, i dubbi radicati, lo scetticismo e l’amarezza maturata da una vita lontana dalla Verità.

Dunque  facciamo fede alla Bibbia, perché vogliamo accogliere l’altro ammonimento dell’apostolo che conferma come la Bibbia non contenga o propaghi favole, ma parole degne di fede e di speranza celeste. Affidarsi alla sapienza della Bibbia e alla sua rivelazione, vuol dire ricevere Verità intorno alla vita futura con Gesù. E’ bene perciò credere che se vi è un solo nome, che può concedere salvezza e grazie, si pronuncia Gesù il Salvatore; è giusto altresì credergli ed escludere ogni altro nome. (II Ep. Pietro 1:16) Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù.  Orbene, questo è il tema a cui attenerci, perciò è importante che siano dette tutte le parole di questa vita.  Abbiamo accennato a come Dio ci abbia già visto avanti la fondazione del mondo, (I Ep. Pietro 1:10) Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti che profetizzarono sulla Grazia a voi destinata. E’ vero, senza saperlo a noi è destinata la Grazia, e questa risiede in Gesù Cristo, solo nome detentore di tutte le grazie e della potenza che intende riversare sulla nostra persona, mediante le parole dell’Evangelo.

Gesù dispone nei nostri confronti la sua salvezza se noi abbiamo fede in Lui, se ascoltiamo mediante la Bibbia e lo Spirito Santo, facendo l’esperienza <dell’attenzione della lampada splendente> cioè se sperimentiamo con l’ubbidienza, la metamorfosi della luce nel nostro cuore. Si, quando la Parola di Dio prende possesso del nostro cuore, le tenebre dell’indifferenza e del rifiuto scompaiono, lasciando posto alla dimora di Dio e del suo Spirito. Che grazia conoscere il valore del sacrificio di Gesù sulla croce, sapere che siamo lavati dal suo sangue, rintrodotti nella comunione con il Padre e perdonati proprio mediante il solo nome di Gesù. Abbiamo un Salvatore non una religione, una fede viva in ciò che Cristo ha compiuto: ( I Ep. Pietro 1:18-19) Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o oro siete stati riscattati dal vano modo di vivere, tramandatovi dai vostri padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto ne macchia. Certamente tutte le chiacchiere sulla potenza degli altri nomi, fanno parte  del vano modo di vivere tramandato dai padri o dalla tradizione, cui è difficile abbandonare perché conosciuta e per certi versi rassicurante. Invece scompare quando ascoltando i concetti biblici più forti dell’errore, apriamo il cuore alla Verità; Paolo scriveva (I Ep. Tessalonicesi 1:10) vi siete convertiti dagli idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero. Che preziosa prospettiva!

Dispensare rettamente la Parola della Verità

Questa citazione di (II Ep. Timoteo 2:15) ci ammonisce ed esorta ad un comportamento estremamente corretto quando si maneggia una materia così spirituale come la Parola di Dio; perciò occorre presentarsi come uomo approvato da Dio e restargli difronte. Sembra irreale essere di fronte a Dio, è vero alcuni sfuggono o fingono, ma l’uomo rinnovato dallo Spirito Santo non fugge a questo confronto, anzi trae forza e potenza per testimoniare della Verità. Il testo prosegue dicendo operaio che non si vergogni, cioè che non si smarrisca dal timore dell’annunzio perché sovente predicare l’evangelo vuol dire esporsi a persecuzione. Infine Paolo asserisce che tagli rettamente la Parola: l’idea nascosta in questi termini è quella di un padre che sappia fare le giuste parti e le giuste dosi per i propri figli, di quel pane   che deve suddividere. Bene, grande monito per noi, di sforzarci per essere sempre più chiari e incisivi intorno all’opera redentrice di Cristo, tali da indurre in altri la medesima fede biblica e a realizzare la salvezza in Cristo Gesù.

Ultimo pensiero

 (Ep. Colossesi 1:6) Dal giorno che ascoltaste e conosceste la grazia di Dio in Verità. Certamente è una bella affermazione il poter ascoltare e conoscere la Verità, specie se questa è accompagnata dalla Grazia del Signore, che prospera attraverso la fede ed accoglie Gesù perché è il solo nome dato agli uomini per essere salvati. Dunque è giusto sapere cosa Dio pensa dell’opera di Gesù: (Ep. Colossesi 1:22) Ora Dio vi ha riconciliati nel corpo della carne di Lui, per mezzo della sua morte, per farvi comparire davanti a Se, santi, senza difetto e irreprensibili. Ebbene la riconciliazione procede ed è possibile perché una vittima innocente come l’agnello Gesù ha pagato il prezzo immane di riscatto con il suo sacrificio, quindi la grazia di Dio si concede a chi ha fede nel Cristo. In fatto di approvazione e di comparire davanti a Dio, si ripetono quei tre aggettivi che occorrono e che citavamo prima: approvati, non vergognosi e retti; qui replicati in egual misura con santi, senza difetto e irreprensibili. Tali virtù sono conferite gratuitamente a tutti i credenti, che confidano nel solo nome, che hanno ascoltato e messo a profitto tutte le parole della Bibbia, non si sono fatti irretire in religioni morte, che negano la Parola di Dio, efficace,  salvifica e fonte di vita eterna per peccatori perdonati. Quegli aggettivi sono quelli che noi speriamo si realizzino nella vita dei nostri cari lettori per rendere gloria e onore a Gesù il nostro sommo Sacerdote e Re.

Ferruccio IEBOLE   

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